sabato 20 ottobre 2012

Erano anni che non provavo un piacere così vivo all'ascolto di un nuovo disco - e scusate se uso ancora termini così desueti :) Così, in un pomeriggio perfetto, mi pare il caso di condividere una delle canzoni più belle di Strangeland e di proporre il testo per una riflessione inattuale. Vi compaiono aggettivi anch'essi desueti, di cui sentivo una nostalgia quasi fisica e in generale il tutto ha una grazia rara. Sembra un buon segno, un sussulto di quella saggezza incarnata che temevo si fosse ormai spenta...

The more we rush about, the less we do,
I never saw you drift away.
The more we spin around, the less we move,
I never saw your spirit break.

I wish that I could be your journey's end

But you are only passing through, yeah.
It's not for me to try to steer your way,
I wish you well in all you do.

Just say you'll watch how you go,

Be gracious with your light
And may the years be kind now.
Just say you'll mind how you roam,
The things that we have shared
Will soon be left behind now.

I hope you know that you're a graceful soul,

You fill the room with hope and light.
It's only right that you should go your way,
Cause nothing ever lasts that long.

Just say you'll watch how you go,

Be gracious with your light
And may the years be kind now.
Just say you'll mind how you roam,
The things that we have shared
Will soon be left behind now.
Behind now... behind now... behind now.

Just say you'll watch how you go,

Be gracious with your light
And may the years be kind now.
Just say you'll mind how you roam,
The things that we have shared
Will soon be left behind now.

Oooo, oooo, oooo, oooo, oooo,

The things that we have shared,
Will still remain behind now. 

venerdì 19 ottobre 2012

Non sono mai stato tanto prossimo alla sindrome di Stendhal come all'Aja davanti alla Ragazza con l'orecchino di perla. La chiamerei l'esperienza estetica perfetta, l'improvvisa consapevolezza di uno sgorgare di senso da un'immagine, una sensazione labirintica e concreta di altrove e allo stesso tempo di hic et nunc. Si capisce quindi quanto abbia esplorato con gioia la mostra qui accanto, alle Scuderie del Quirinale fino a gennaio: 8 tele del Maestro di Delft - che spesso ci pagava il pane o l'affitto... - e molti lavori di suoi contemporanei, illuminanti sull'unitarietà differenziata dello stile e dei soggetti di rappresentazione. Ci sono cose mirabili, come la Ragazza col cappello rosso o Stradina di Delft, perfino inquietante nella sua modernità. E grandi tele del suo maestro Carel Fabritius e di altri splendidi pittori fiamminghi: Pieter de Hooch e Gerard ter Borch tra gli altri. Eppure... uscendo dalla mostra il commento più diffuso era "Ecchecavolo, solo otto tele di Vermeer!" Tempo e denaro spesi inutilmente, perché oggi anche l'arte si gode un tanto al chilo e quindi solo otto quadri non bastano e di tutti gli altri chissenefrega. Non l'avrei creduto, ma questa magnifica cultura, dopo il turismo, mi sta facendo passare anche la fantasia di ricercare l'arte. Ha decisamente il tocco di Mida al contrario: tutto quello che tocca diventa...


Vabbè, lasciamo perdere :( La mostra di Vermeer è stata uno dei regali del mio compleanno (quindi scrivo con una settimana di ritardo :), questa qui accanto una delle tante casualità che si offrono a chi vagabonda per una città senza scopi definiti. In mostra alla Rocca Paolina di Perugia fino ai primi di novembre, delle bellissime foto di Franco Arcangeli della fioritura di Castelluccio di Norcia. La bellezza del soggetto si sposa all'arte dell'autore, che per la mostra ha stampato le foto su supporti originali come il legno, la maiolica e la tela pittorica con risultati sorprendenti. E' anche gratuita, ragion per cui diresti che la godano in molti... Ero solo, tra l'altro in una parte della Rocca di solito chiusa e magnifica già di suo. Nella logica di cui sopra mi chiedo: quante foto così ci vogliono per fare un Vermeer?




 

sabato 22 settembre 2012

Stavo quasi per stranirmi quando Cose dell'altro mondo mi ha stupito molto piacevolmente. Pareva il solito peccato di moralità didascalica nel quale i nostri registi incappano anche troppo spesso per i miei gusti: il televisionaro predicante contro quelli del Banga Balù, il tassinaro nemico dei rumeni, le prostitute, i circoli razzisti/leghisti... Insomma di che urlare. E poi la tempesta! Mi ha fatto tornare in mente i colpi di scena conclusivi di Rollins, tant'è vero che pensavo a un giallo a sfondo razziale che si sarebbe concluso nella notte in mezzo a bestemmie e scrosci d'acqua. E invece... Colpo d'ala e dimostrazione per assurdo. Svelamento delle ipocrisie, dalle più piccole alle più grandi, dalle apparentemente innocenti alle odiose. Un episodio di Torchwood ambientato nel profondo Veneto, ben diretto e recitato. E poi c'è il grande Valerio, un Abatantuono a tratti niente male e una piacevole scoperta, Valentina Lodovini, che forse incarna al meglio il pasticcio sentimental-identitario che causa l'Altro, anche quando sei (pensi di essere) disposto al meglio. Ma quello che mi è piaciuto di più, sia per la potenza simbolica che per l'eco, è stato il rogo della Veccia. Rituale arcaico, riscritto meravigliosamente e dolorosamente da Stephen King nel ciclo della Torre Nera, rurale come dice il sindaco, profondo; ad assistere al quale arrivano tutti, perché è la comunità che chiama e ideologie e pregiudizi cedono il passo, così anche i peggiori vengono a vederla bruciare nell'auspicio del ritorno degli scomparsi. Un altro momento alla Guareschi, quando Peppone protesta contro se stesso o scorta la maestra vecchia col fazzoletto rosso al collo. Per nulla didascalico. Di grande poesia.

lunedì 17 settembre 2012

Sono assolutamente incantevoli e vanno in giro proprio così, giuro! Anche di notte, perché da qualche tempo il Bioparco di Roma ha inaugurato delle visite serali/notturne su appuntamento corredate da guide e incontri con i responsabili dei diversi dipartimenti degli ospiti (carnivori, elefanti, lemuri per l'appunto) che sono piacevoli e istruttive. Il tutto incorniciato in momenti di animazione per i più piccoli, che sono il target principale dell'istituzione, anche se ho il sospetto che dovrebbe un tantino rivedere le sue analisi di mercato. D'altro canto 17 ettari di bioparco nel cuore di Roma, dove lo sforzo per assicurare agli ospiti un soggiorno almeno sopportabile è visibile, sono una destinazione che può fare anche al caso di qualcuno un po' più cresciuto. Chi fosse interessato può chiamare lo 06 3608211 per info e prenotazione per la Safari Night.


lunedì 27 agosto 2012

"Big chair, big responsibilities". Sta diventando una delle mie citazioni preferite e non credo sia un caso. In molti stiamo cercando di fare i conti con uno degli esiti meno ovvi e più devastanti della modernità e del suo culto per il soggetto autonomo e capace di decisioni, di "prendere posizione verso il mondo", come diceva Weber: la crescente, desolante incapacità di affrontare le responsabilità, di farsi carico delle proprie azioni. Di incarnarle. Potrebbe certo essere un riflesso della dematerializzazione galoppante, dell'ansia virtuale, ma non credo basti. Del soggetto sognato dalla modernità - pur con tutti i suoi difetti - resta poco, quasi nulla. E per colpa di processi che la stessa modernità ha generato e poi alimentato, con miopia forsennata. La reversibilità, le aspettative, le alternative sbandierate rendono quasi impossibile essere almeno uno dei centomila che potremmo essere. Scegliere quale e seguirne l'avventura fino alla fine, quando di alternative non ce ne sono più e tutto è ormai detto. Moretti esplora il tema con un'iperbole geniale, dove storia e contesto non sono mai bersaglio di critica - semmai di una certa garbata ironia - e danno invece il necessario spessore simbolico al discorso. Se perfino qui, dove la fede dovrebbe essere d'aiuto e sostegno, mancano le forze, che ne è del fedele lasciato solo in piazza San Pietro? O di chi non partecipa del dramma esistenziale raccontato da quei drappi rossi che incorniciano un'assenza?


Michel Piccoli è semplicemente strepitoso.

domenica 19 agosto 2012

Quando hai la scusa di accompagnare un'amica in giro per Roma perché non c'è mai stata, puoi veramente sbizzarirti :) Se poi l'amica condivide l'interesse per l'arte e le installazioni contemporanee ancora meglio. Così ti trovi in giro per una domenica d'agosto in cui si minacciano sfracelli di caldo - non so se questo doveva essere Cochiss o Karamazov, fatto sta che come al solito l'allarme mi è parso un tantino fuori misura - e capiti a villa Medici, testa di ponte di quei furbacchioni dei francesi, a dare un'occhiata a una mostra dall'esotico titolo Tappeti volanti. Dove il curatore, Philippe-Alain Michaud, si è divertito a raccogliere cose più o meno materiali che giocano nel campo semantico dell'oggetto immaginario in questione. E c'è riuscito bene: a parte gli splendidi tappeti storici che mi hanno suggerito diverse analogie per una cosa che sto scrivendo sui giardini, ci sono installazioni di grande impatto come Hannoun di Taysir Batniji, adattata per l'occasione a una splendida sala con resti in pietra, realizzata con temperature di matita, proiezioni di film più o meno d'epoca con bellissimi proiettori quelli sì d'epoca e altre prelibatezze. Vale decisamente la pena, tra l'altro è anche economica e veloce, una mezz'ora a spasso tra le nuvole. 

Se invece passeggi per la città e il caldo si fa pesante - ma sono le due di una domenica d'agosto, che t'aspetti? - finisci dalle parti del Chiostro del Bramante e incontri uno dei pittori che mi stanno più simpatici, pur senza piacermi troppo: Joan Miro'. Lavori del periodo di Majorca, estremamente materiali, incuranti di altro che non sia la ricerca del maestro, in begli ambienti, dai quali ho tratto un paio di fulminazioni: Mirò è stato il primo creatore di Angry Birds - gli occhi dei suoi uccelli sono incredibilmente espressivi e simili alle piccole pesti che ultimamente spuntano per ogni dove!; voglio anch'io uno studio dove poter sperimentare senza preoccuparmi di sporcare, rovesciare colori o raccogliere oggetti improbabili in attesa di epifanie. Ho la sensazione che ne potrebbe venir fuori qualcosa di buono :) Anche qui qualche ora la perderei, il cammino dell'artista maturo verso l'essenziale è affascinante!

sabato 18 agosto 2012



Non è proprio autoevidente, il motivo per cui improvvisamente ci troviamo Biancaneve dappertutto. Dopo il serial C'era una volta e un'altra versione cinematografica che mi sono perso, ecco qui Biancaneve e il cacciatore, con Charlize Theron e Chris Hemsworth, il buon vecchio Thor. Ci sarebbe anche Kristen Stewart, che tuttavia rappresenta uno dei grandi interrogativi del momento: chi diavolo l'ha scelta e perché??? Perennemente sul filo dell'orgasmo (immagino pensi che aggiunga intensità alla recitazione), labbra dischiuse e occhi a mezz'asta, perfino meno espressiva di Toby Maguire - ed è dire tutto - è uno dei tanti fenomeni inspiegabili di Hollywood. Non così gli altri due, che però, per tutta la bravura e simpatia, non salverebbero un film tutto sommato inutile. La vera ragione per andarlo a vedere (o scaricarlo o affittarlo o quello che vi pare) sono i Nani: una truppa bellissima di tagliagole con picchi di espressività - Bob Hoskins, Ian McShane - e la migliore rivisitazione della povera fiaba, che per il resto è diventata l'ennesimo esercizio da supereroe improbabile: dopo quasi diec'anni di prigionia, la bella (???) Biancaneve sfugge con doti acrobatiche e resistenza da Ironman per vestire infine l'armatura e sconfiggere la strega sfiorita. Mah... A ripensarci, insisto: il Santuario e i Nani salvano decisamente la giornata! :)


lunedì 16 luglio 2012

Ma proprio un bel concerto! E ancora meglio visto che le aspettative tutto sommato non erano particolarmente alte :) Per carità, tutto il rispetto alla carriera, ma ultimamente l'amico Sting mi annoia un po' e nel contesto di UmbriaJazz temevo sarebbe andato a finire in chissà quali preziosismi rarefatti. Beh, neanche un po'! Anzi, ha recuperato dei pezzi dei Police che non sentivo o ballavo da secoli, come Driven to Tears, Next to You e Demolition Man, tesi e psichedelici, mentre per altri hit come Roxanne o Wrapped around your Finger è andato in rallentando, per un'atmosfera più intensa. Il problema è che il corpo, a mia insaputa, aveva memorizzato le versioni precedenti e quindi ho avuto qualche difficoltà a non sembrare disadatto, immagino :D Certo, averli ballati in originale è un'altra cosa: dà comunque una consapevolezza diversa, uno spessore sentimentale e mnemonico che, quando ho sentito l'attacco di Message in a Bottle e il relativo boato, mi ha fatto sorridere, con i brividi. C'erano parecchi miei coetanei, ma tanti erano piccoli (ormai ho l'età per usare l'aggettivo senza problemi lol), neanche nella mente dei genitori quando noi rimbalzavamo pogando per le prime volte. E' buffo, ma i concerti mi danno la sensazione dell'età molto più del continuo contatto con gli studenti e le loro improbabili date di nascita... Per completezza dovrei menzionare la crew, di altissima qualità anche se ho preferito il violinista schizzato su tutti gli altri, ma tanto per cambiare non ho capito neanche un nome nella fase delle presentazioni e dato che questo è un blog e non un giornale mi terrò sulle generali (chi cerca qualcosa di più tecnico dia un occhio qui). Ad ogni modo, veramente un bel concerto!

P.S. era tanto che non mi emozionavo così per una nuova canzone! La versione live di Desert Rose di ieri sera era veramente spettacolare, da estasi!

sabato 14 luglio 2012

L'anno bisesto prosegue indomito e i miseri mortali tentano di venirne a capo :) Stavolta è stato il turno del pc sigh Sì sono ospite su quello di mia moglie e nel frattempo, potendo far pochino, ho profittato e attivato il nuovo Sky On Demand. E devo ammettere che è proprio di grandissima fichezza! Certo, non so perché a tratti mi manda in palla Internet, grazie al nuovissimo estensore wifi, ma c'è una montagna di roba, molta della quale - come immaginerete - non avrei mai visto altrimenti. Sebbene possa sembrare l'ennesima vittoria della cultura oggettiva sui tentativi di filtro soggettivi, con un po' di flessibilità la si può interpretare come una buona idea. Come ad esempio il film qui accanto, Assassination Games, starring Jean-Claude Van Damme (in persona addirittura :) e Scott Adkins (chiii???). Come dice MyMovies, un buon film d'azione e chi sono io per negarlo? Fotografia piuttosto ricercata, coreografie e tecnologie eleganti e non esagerate, tutto sommato una buona recitazione per una trama non ovvia. A tratti anche una concessione allo splatter e al romantico: non male per un killer con l'hobby della classica e un evidente DOC (disturbo ossessivo-compulsivo, non collega ingombrante in camice) che tuttavia è lesto a mettere da parte quando a scombinare l'ordine è una bella fanciulla - magari sfortunata, ma insomma...

domenica 1 luglio 2012


"Ora potrai essere un uomo vero!"
"Perché dovrei essere un uomo quando sono già un mito?"
"E dove andrai?"
"Ovunque."
"Allora vengo con te!"
Con dialoghi di questa levatura e il viso qui sopra, Machete non può che eccellere in miticità e attraenza :))) Robert Rodriguez dà il meglio di sé, in una serie di momenti pulp/splatter dove la medaglia non può che andare al pendolo con le budella del cattivo! Cast e script sono all'altezza: eroine da urlo - Michelle Rodriguez (omonima), Jessica Alba, Lindsay Lohan - per quanto riguarda l'attraenza; eroi da sballo - Danny Trejo, Robert De Niro, Steven Seagal, Don Johnson - per la miticità! Il tono delle battute dovrei averlo già reso. Per il resto, trama scarna per quanto sensata e sviluppi non proprio problematici: morti di tutti i tipi seminati qua e là a cataste, culto delle armi dalle improvvisate alle ipertecnologiche e momenti di gloria per quel che riguarda auto e moto. Il corteo di mexicanos che va alla guerra è un vero capolavoro. Nel complesso un film imperdibile :D