lunedì 20 ottobre 2008

Dice L'espresso (42/2008, p. 43): "L'anno zero delle banche italiane è cominciato lunedì 13 ottobre".

Personalmente lo reputo un buon risultato

domenica 19 ottobre 2008

A prova di spiaChe dire? F-A-N-T-A-S-T-I-C-O! Stavolta i fratelli Ethan e Joel Coen si sono superati, tirando fuori dal cilindro un film verosimile e al tempo stesso surreale, dove la storia ruota attorno al nulla e invece di suscitare noia o fastidio si impone come emblematica dell'intero farsi della società contemporanea. Raccapricciante nella sua plausibilità. Perfettamente ritratta dallo scambio di battute conclusivo: "Che cazzo di casino! Palmer, cosa ne abbiamo imparato? Abbiamo imparato a non farlo di nuovo, anche se non sappiamo cos'è che abbiamo fatto..." Detto dalle alte sfere della CIA non è male, affatto male. Male è che riesci a immaginartelo senza nessuna difficoltà, che appare allo stesso tempo assurdo e realistico, proprio come i personaggi. Il cast è qui accanto e non c'è nulla da aggiungere. I personaggi sono incredibili, vuoti, divertenti, angoscianti, esasperanti, tutto insieme. Come dice un mio amico C-O-N-T-E-M-P-O-R-A-N-E-A-M-E-N-T-E

mercoledì 15 ottobre 2008

Mi chiedo e vi chiedo: quale posto rimane per la satira in un mondo così?

L'incontro tenutosi il 2 ottobre presso la celeberrima Bocconi di Milano, sul tema L'etica nell'impresa, ha avuto come protagonista Maurizio Dallocchio, titolare della cattedra Lehman Brothers di finanzia aziendale e ha visto tra il pubblico Barbara e Veronica Berlusconi. Al pranzo che ha fatto seguito al surreale dibattito hanno partecipato il prof. Dallocchio, Veronica e Barbara e il relatore di tesi di quest'ultima, il prof. Mordacci, docente di Etica pubblica

Astonishment

lunedì 13 ottobre 2008

giovedì 9 ottobre 2008

Dirt
Dirt sta per sporcizia, immondizia - anche polvere, ma la polvere a parte che per i nuovi maniaci dell'igiene non ha necessariamente connotati negativi. Ricordo una bella canzone di Ruggeri che ne parlava, prima o poi posto il testo... Questa dirt invece rientra nelle prime due accezioni. È un serial che ho beccato in seconda (e ultima, scopro ora senza troppa sorpresa) stagione: secco, tagliente, feroce. Infinitamente triste. La bella Courteney Cox, smessi i panni di Monica in Friends, è Lucy Spiller, caporedattrice di un magazine dedicato al gossip estremo - perlomeno secondo me, ma non credo di fare testo. Le dinamiche grazie alle quali ottiene informazioni e scoop, il mondo in cui si muove e i criteri che lo muovono sono ritratti con disincanto cinico, dal quale traspare però un'ombra di giudizio. Bello che qualcuno l'abbia prodotto, ovvio che non abbia retto.
Dirt

sabato 27 settembre 2008

Sia che si scopra che il primo indiano incontrato dai padri fondatori sul territorio americano era già stato in Europa (lo racconta gustosamente James Clifford in I frutti puri Native American On Horseimpazziscono), sia che si scopra cha a Stilo in Calabria non c'è una sola casa che abbia le pareti dritte. Il mondo si curva, si adatta, ci rinfaccia le nostre aspettative e sta lì a ricordarci che, non solo siamo ignoranti, ma siamo degli ignoranti saccenti.

F. La Cecla, Perdersi. L'uomo senza ambiente, Roma-Bari, Laterza, 2007, pp. 128-129.


Io quest'uomo lo adoro!

venerdì 26 settembre 2008

La Pearl Harbor della politicaOld Man Miser

Mentre negli USA McCain chiede un timeout al mondo per capire cosa fare, in Italia...

Alitalia è sempre sull'orlo della catastrofe

mentre il premier affronta lo stress degli eventi dalla beauty farm umbra di Mességué. Settantenni sull'orlo della crisi di nervi 

martedì 23 settembre 2008

Ma bene, ma bene Paul Samuelson, Nobel per l'Economia 1970, «è convinto che la crisi finanziaria in corso sia stata causata da "una folle catena di ingenuità e abusi di potere, grazie a ingegnerie finanziarie di cui nessuno conosce bene il funzionamento, nemmeno quelli che le hanno create e adottate"», ci dicono Pedemonte e Pontoniere sull'ultimoStupidity Espresso (p. 49). Da un certo punto di vista va bene sul serio, almeno per qualche anno nessun idiota economista riproporrà a idioti politici il credo liberista in una qualunque delle sue versioni. D'altro canto questa nemesi sta costando al pianeta svariate centinaia di miliardi di dolllari e come al solito non sento neanche un accenno di lamento per tutto ciò che si sarebbe potuto fare con quel denaro. Piuttosto ho sentito, ieri sera alla 7, l'ex-senatore Massimo Teodori affermare che il comportamento dell'amministrazione Bush dimostra la flessibilità e capacità di reagire alle crisi degli americani - sapete, la faccenda della nazionalizzazione da parte di un pugno di ultraliberisti irriducibili di tre colossi finanziari assortiti sull'orlo del fallimento grazie alle bizze del mercato... È meraviglioso come si riescano a trasformare decenni di comportamenti irresponsabili in un momento di gloria: basta porre l'accento sulla conclusione, che non è questione di flessibilità ma di sopravvivenza, e dimenticare di dire che a quella conclusione si è giunti per una spirale di errori, stupidità e rapacità predatrice che credo non trovi eguali nella storia!

mercoledì 17 settembre 2008

HancockD'accordo, forse non è un capolavoro, ma a me è volato e Will Smith dona come sempre un certo non so che a un film, per quanto mal costruito possa essere  Il problema sta nella frenesia esplicatoria che ogni tanto prende anche chi tratta argomenti dove di razionale non c'è granché: la razionalizzazione imperante costringe chiunque a ritenere di dover dare spiegazioni coerenti di ogni data situazione e così... Beh, non voglio scrivere uno spoiler perché secondo me è cmq un film che  merita, capace di farti fare belle risate, con una Charlize Theron che rivela un lato comico insospettato e una bellezza davvero ultraterrena, complice un trucco magistrale, e svariate situazioni degne di nota. Non posso però non notare come il film stesso, poi loro vittima, nasca da tensioni tra immaginario e ragione, nella nostra peculiare e triste versione. E' lo stesso tema de Gli incredibili, in questo decisamente più radicali e paradigmatici: ma ti pare che si chiedano i danni a un supereroe? che lo si debba rendere piacevole a vedersi, pena il non essere accettato dalla comunità stessa che protegge? Un'uniforme, questa è una delle soluzioni brillanti che il suo fan - e vorrei vedere, visto che gli ha salvato la vita! - Jason Bateman escogita per rimediare alla sua mancanza di appeal: scelta che simbolicamente la dice molto lunga sulla capacità di gestione dello straordinario delle nostre povere menti obnubilate. E poco male che la sua presenza contenga cmq il crimine a livelli altrimenti irraggiungibili: è molto più destabilizzante un eroe che non corrisponde allo stereotipo corrente - superchecca, come dice Hancock - che non assassini e ladri psicopatici. C'è di che aver pena di una società che non sa più neanche immaginare i suoi eroi
Charlize Theron in Hancock

martedì 16 settembre 2008

Tour Eiffel in bianco e nero
Ci vuole costanza e disciplina per reggere un blog, altroché! Ieri stavo cercando qualche immagine per rinverdire un po' la rubrica Osservatori e ho constatato due cose: con una ricerca con chiave "towers" prima di trovare delle torri vere e non dei grattacieli passano diverse schermate, il che un po' mi deprime - un po' parecchio...; la sola cosa a non essere un grattacielo è la tour Eiffel, che mantiene un suo fascino e un posto a parte nell'immaginario. Ne stavo per scegliere una foto online quando mi sono ricordato che ne avevo pubblicata una da poco su Splinder. Così eccola qui