domenica 19 giugno 2011

Clarence Clemons
Poco a poco scompaiono degli elementi del paesaggio interiore che neanche avresti detto. Una figura, un ricordo, i brividi di certi assolo occupano molto più spazio nell'economia di vita di quanto non si immagini. Fare thee well, old friend...

Thunder road

And the screen door slams, Mary's dress sways
Like a vision she dances, across the porch
As the radio plays, Roy Orbison singing for the lonely
Hey that's me and I want you only

Don't turn me home again
I just can't face myself alone again
Well, don't you run back inside, darling
You know just what I'm here for

So you're scared and you're thinking
That maybe, we ain't that young anymore
Show a little faith, there's magic in the night
Ain't a beauty, but hey you're alright
Oh yeah, and that's alright with me

You can hide 'neath your covers
And study your pain
Make crosses from your lovers
Throw roses in the rain

Waste your summer praying in vain
For a savior to rise from these streets
Well, I'm no hero, that's understood
All the redemption I can offer, girl, is beneath this dirty hood

With a chance to make it good somehow
Hey, what else can we do now?
Except roll down the window
And let the wind blow back your hair

Well, the night's busted open
These two lanes will take us anywhere
We got one last chance to make it real
To trade in these wings on some wheels
Climb in back, Heaven's waiting down on the tracks

Well, oh oh, come take my hand
We're riding out tonight to case the promised land
Oh oh, thunder road, oh thunder road, oh thunder road

Lying out there, like a killer in the sun
Hey I know it's late, but we can make it if we run
Oh oh, thunder road, sit tight take hold, thunder road

Well, I got this guitar, and I learned how to make it talk
And my car's out back, if you're ready to take that long walk
From your front porch to my front seat
The door's open but the ride, it ain't free

And I know you're lonely
For words that I ain't spoken
But tonight we'll be free
All the promises'll be broken

There were ghosts in the eyes
Of all the boys you sent away
They haunt this dusty beach road
In the skeleton frames of burned out Chevrolets

They scream your name at night in the street
Your graduation gown lies in rags at their feet
And in the lonely cool before dawn
You hear their engines roaring on

But when you get to the porch, they're gone
On the wind, so Mary climb in
It's a town full of losers
Then we're pulling out of here to win

lunedì 13 giugno 2011

Dragon TrainerQuesto, tanto per cambiare, lo registro fuori tempo massimo, probabilmente perché pensavo fosse una mezza bufala. Invece Dragon Trainer è un film divertente e ben realizzato, che nasconde molta più sostanza del previsto. In effetti, lo si potrebbe definire un'applicazione di un principio organizzativo piuttosto fico che ho incontrato da poco, quello del vu ja de: ossia guardare a cose note da un nuovo punto di vista, magari - come in questo caso - antitetico. I draghi, si sa, sono feroci e malvagi e vanno quindi sterminati. In effetti, quando compare la clausola "si sa" comincia a essere opportuno drizzare le orecchie e le vibrisse e pensarci bene. Come il giovane protagonista dimostra a perfezione, contro tutto e tutti (quasi). D'altronde la Furia nera che ha la fortuna di incontrare e di salvare è adorabile: in effetti somiglia drammaticamente alla mia gatta nera, diciamo un incrocio tra lei e Pikachu per la precisione, e quindi è avvantaggiato e di molto sui suoi simili vichinghi *lol* Al di là del potenziale immaginale del drago, cmq, e del discorso sulla relativa libertà dei giovani da pregiudizi invalidanti, c'è un altro filo rosso del film che lo accosta a quello per cui ho messo mano al X-Men. L'iniziobrowser, X-Men. L'inizio. Ci si trova, in entrambi i casi, a fare i conti con l'Altro, il diverso. Un po' più appariscente nella prima storia, un po' più variegato nella seconda - mentre il dottor X e Magneto sono normalissimi da fuori, Mystica e la Bestia un po' meno :D - ma comunque diverso e per ciò stesso minaccioso. In termini cinematografici il nuovo capitolo della saga è uno dei prequel più azzeccati che abbia visto, emancipato da una serie di comuni ovvietà e ben narrato, anche se un tantino troppo lungo per i miei gusti. Bravi i protagonisti, ma devo ammettere che Magneto - Michael Fassbender - dà una pista a tutti gli altri e non solo perché è il personaggio che mi è sempre piaciuto di più, pur essendo drammaticamente aut/aut *lol* Detto questo, la storia è, per sua vocazione, tutta una variazione sul tema dell'accettazione dell'Altro e sulle difficoltà apparentemente insormontabili che questa pone. Dico apparentemente perché insisto a essere cocciutamente ottimista, contro ogni evidenza. I missili dell'ultima scena illustrano senza possibilità di errore questo assunto, temo. Favoloso il cameo di Wolverine :)))
Il giovane Magneto

domenica 22 maggio 2011

Valzer con BashirFarci i conti. E se per riuscirci serve un docufilm d'animazione, estremamente cross-gender, va bene così. Valzer con Bashir è una lunga presa d'atto, poetica e visionaria, della presenza e del ruolo del regista in uno dei momenti più bui della storia recente, il massacro di Sabra e Chatila in Libano. Tanti anni fa, per molti naviganti e vagabondi virtuali probabilmente parole vuote. Per noi più grandicelli una notizia traumatica. Per chi c'è stato un'ombra, un buco nero della memoria, una litania di domande. "Com'è possibile," si chiede l'alter ego disegnato del regista, "che nessuno abbia fatto due più due?" Incredibile ma vero, a volte la matematica non è affatto ovvia come sembra. E le falangi cristiane sono libere per ore, per giorni, di sterminare la popolazione, tutta, dei campi sotto l'occhio distratto o connivente dell'esercito israeliano. E' una voce atipica, non la denuncia altrui peraltro necessaria, ma il tentativo di far pace col proprio passato. La scoperta che anche la piccola azione o la non-azione sono di fatto un prender posizione, un essere corresponsabili, un qualcosa che resta e disegna il percorso successivo. Un film molto bello, uno strumento di autoanalisi ad hoc, con immagini che restano impresse pur nel loro essere un accenno. Fino al momento catartico in cui non bastano più e compaiono, violenti come un colpo allo stomaco, gli spezzoni di realtà. L'orrore di una specie che, se non altro, è magistrale nel farsi male.

sabato 14 maggio 2011

Fast And Furious 5Dice "I dialoghi sono un po' deboli"... E chissenefrega dei dialoghi! Qui si grugnisce, si suda e si corre e lo si fa gran bene!!! LOL Uno splendido antidoto a ogni crisi o momento perdurante di intellettualità, Fast & Furious è la serie perfetta per un cinema fatto di adrenalina, eccitazione e istinti primari: qui in particolare, nel quinto capitolo, torniamo alla sana brutalità degli inizi che la puntata scorsa - peraltro fichissima ^_^ - aveva sacrificato al glam e al patinato. Torna Vin Diesel, l'uomo dai sorrisi più impercettibili che conosca, tant'è vero che a tratti pensi l'abbia fatto perché ci sarebbe stato bene, ma non sei granché sicuro. E accanto, o sopra o intorno, le definizioni di luogo qui creano problemi, gli hanno messo una montagna umana di nome Dwayne Johnson, il mitico The Rock, uno che sorride ancora meno, ma suda molto, molto di più! Il resto è un casting superbo e coreografie letteralmente da sballo: temo che tornerò a vedere l'inseguimento con la cassaforte perché è veramente di grandissima fichezza

venerdì 13 maggio 2011

ThorE come potevo non andarci, dopo che da piccolo era una delle mie collezioni Marvel ufficiali? LOL E come dice il mio amico Loki - tra l'altro uno dei più titolati a parlare, per ovvie ragioni - poteva andare decisamente peggio! Certo, il nostro eroe ha un'aria un tantino troppo pacioccona per i miei ricordi e per l'iconografia classica di Thor, mentre tanto per cambiare il cattivo mi pare perfetto, anche se cattivo sui generis: non riusciamo più ad avere manco un cattivo a tutto tondo, neanche il Signore degli Inganni è più adeguatamente carogna, che tristezza! A parte questo però il versante fantastico (anche con l'ausilio del 3D) è favoloso: il ponte dell'Arcobaleno, Heimdall, i viaggi cosmici sono letteralmente da sballo. La parte sulla povera Terra lascia un po' a desiderare, ma per il momento ci si accontenta, in attesa degli Avengers. Bellissimo Idris Elba - il Luther televisivo - nei panni di Heimdall.

Una rivisitazione di Heimdall

lunedì 9 maggio 2011

The Hurt LockerUn tempo per tutto. Per vedere un bel film. Per scegliere le strade. Per vivere o morire. The Hurt Locker parla anche di tempo, su diversi piani. Il tempo del rientro, scandito dalle morti e dai numeri dei giorni mancanti, come la fine della pena. Il tempo della camminata verso l'ordigno, ora lento come le ere, ora snello e veloce come la passeggiata verso un nuovo amore. Il tempo del timer, della salvezza o della dannazione. Il tempo morto, per il protagonista in particolare, un grande Jeremy Renner, dell'attesa della prossima volta. Scevro da giudizi quanto può esserlo un film sull'Iraq, va via tra denti stretti e tensione, senza troppa immedesimazione, con qualche domanda sul bordo dell'anima "E io?" "Quanto ne possiamo capire, noi che sappiamo acquistare i corn flakes, ma non siamo mai stati lì?". Con qualche eco fantastica, come la vestizione dell'artificiere, l'ultimo cavaliere intrepido che non può non avere la sua strana armatura quando va ad affrontare il drago praticamente a mani nude. Decisamente un bel film.

sabato 7 maggio 2011

Disarray In My Head - Fukari

Spesso crediamo di ottenere il massimo dal nostro cervello quando i pensieri sono ben organizzati e focalizzati, quando siamo in grado di enunciare chiaramente obiettivi e intenzioni, e il mondo sfuggente attorno a noi viene classificato secondo uno schema ben preciso. In realtà, la mente umana si impernia sul disordine a vari livelli, dall'elaborazione dei dati sensoriali alla formulazione di idee complesse. Il cervello si è evoluto per funzionare in un mondo caotico e, a volte, quando insistiamo a pensare in modo chiaro e ordinato, in realtà stiamo impedendo alla mente di fare ciò che le riesce meglio. Di fatto, quando il nostro cervello sembra riuscire a incasellare perfettamente il mondo che ci circonda, è più esposto al rischio di portarci fuori strada.

E. Abrahamson, D. H. Freedman, La forza del disordine, Milano, Rizzoli, 2007, pp. 234-235.

venerdì 6 maggio 2011

L'altro giorno ho rischiato la colluttazione con un bruto che voleva farmela pagare a tutti i costi per non aver attraversato sulle strisce. Oggi mi trovo a leggere del disordine nel traffico e del fatto che gli "attraversatori ribelli" fungono da valvole di sfogo in una regolazione eccessiva *lol* Pare anzi che, stando alle statistiche, siano molti di più i pedoni investiti sulle strisce stesse che non quelli che non ci fanno troppo caso:

"I pedoni che si trovano regolarmente sulle strisce spesso guardano dritto mentre attraversano - il segnale ha detto di avanzare, quindi danno per scontato che farlo sia sicuro. Se però questi segnali fossero forniti di note, allora recherebbero scritto qualcosa come «Walk*»

* «Ovvero: camminate pure, ma molto attentamente, dando uno sguardo agli automobilisti sulla strada a voi parallela che passando con il verde potrebbero svoltare l'angolo a tutta velocità, per non parlare dei guidatori distratti, di quelli ottenebrati dalle droghe e dall'alcool, e dei sociopatici che non hanno intenzione di lasciarvi passare neanche sulle strisce.»

Gli attraversatori ribelli, al contrario, non hanno in genere bisogno che si dica loro di muoversi attentamente e in fretta."

E. Abrahamson, D. H. Freedman, La forza del disordine, Milano, Rizzoli, 2007, pp. 217-218.


So Pedestrian by Aquiel

giovedì 21 aprile 2011

I love radio rock
A volte ritardo a scrivere i post, altre no *LOL* qui siamo evidentemente tra le seconde, perché I love radio rock è proprio il tipo di film che mi ricorda che IO AMO IL ROCK :) Anche se mi fa venire una dannata nostalgia, non tanto dei tempi ormai leggendari dei pirati rock come quelli splendidamente descritti e interpretati - ero troppo piccolo, incredibile ma vero! - ma del vinile e dei passaparola con gli amici a proposito della nuova band che NON potevi non ascoltare, delle frequenze delle nostre radio rock, dei pomeriggi in religioso silenzio in ascolto del nuovo LP che aspettavamo da secoli (si fa per dire). Un'altra dimensione che già da sola fa impallidire la musica sciapa e preconfezionata che gira oggi. Lo so, lo so, ma come dice Philip Seymour Hoffman, il Conte, "erano i migliori anni della nostra vita" non tanto per noi, quanto per il mondo attorno. E guardando il film non puoi non vederlo, gente che balla ovunque, con chiunque, nei parchi, nei bar, nelle case. Dancing in the streets, cantavano i Mamas and Papas e qui te ne accorgi veramente: musica come relazione, come gioia, come missione. Non come solo un altro modo di fare soldi ed essere famosi. E se il rock riesce ancora a dirtelo, forse non tutto è perduto, forse non c'è solo il grigiore, ma puoi ancora ballare attorno alla sedia insieme a quei fantastici dj e i loro incredibili, sconvolgenti cappotti. Tutti fa-vo-lo-si, ma Bill Nighy e Rhys Ifans meritano una menzione a parte. Film da rivedere e rivedere e rivedere...

Bill Nighy

sabato 9 aprile 2011

La naturalezza con la quale Berselli è stato "un intellettuale", cioè un signore che ci aiuta a riordinare almeno alcuni dei nostri pensieri, a indovinare un significato almeno in alcune delle nostre parole, è una lezione per chiunque produca cultura in questo paese. Quando si parla di "ruolo dell'intellettuale" si dice in fondo, in maniera contorta, una cosa molto semplice: l'intellettuale bravo è uno che quando lo cerchi lo trovi, esattamente come il fabbro, l'elettrauto, il medico.

M. Serra, Quel gran pezzo di Edmondo, L'Espresso, 14, 2011, p. 71


Che bella cosa da dire per commemorare un amico e che bella definizione di intellettuale... Dovendo esprimere un desiderio, amerei che qualcuno scrivesse qualcosa del genere di me, quando sarà il momento.


Edmondo Berselli