Il fatto è che il Titty Twister non è un posto come un altro, proprio no!
E pur guarnito di "passere" di ogni ordine e grado, compresa la splendida pitonessa Salma Hayek, è più che altro un posto da dimenticare... Delirio di Robert Rodriguez, una via di mezzo tra gli zombies di Romero e le iene di Tarantino, notevole psicopatico nei panni di Ritchie Gecko. Castone, se mi passa la bruttura, con Harvey Keitel e George Clooney non ancora divo inavvicinabile, sporco, sdrucito e propenso al torpiloquio. Carina perfino l'implume Juliette Lewis, in un'apoteosi splatter che già rivela il gusto per Sin City.
Sarebbe probabilmente il caso di far vedere Dolls a quella speranza del cinema italiano che è Paolo Franchi, così, tanto per fargli capire come fare un film sulla disperazione e la malinconia e non una cazzata snervante come la sua ultima produzione
Non che questo sia leggero, né autoevidente. Lo si potrebbe mostrare con profitto anche a quelli che temono l'omologazione americaneggiante, a partire dalle splendide e inquietanti marionette del titolo e dalla teatralità che le accompagna per arrivare alla perfezione da stampa giapponese dell'ultima inquadratura, zen nella sospensione del destino che raffigura. Pochissime parole, la natura protagonista assoluta con colori e atmosfere magici, pochi barlumi di speranza subito brutalmente spenti.
Sarà forse per la poca brillantezza del periodo o per l'antica affezione a ciò che prima non era mainstream - anche se ormai direi che lo è diventato in pieno - ma ultimamente le cose migliori che vedo al cinema vengono da fumetti: più o meno diffusi ma comunque fumetti, Constantine e Sin City sopra tutti. Così, pur non essendo particolarmente amante dell'eroe pipistrello, devo dire che questa ennesima versione gli rende molto giustizia e si lascia gustare senza sbavature: è vero che è un Batman molto influenzato dalla lezione di Frank Miller e quindi meno DC Comics dei suoi inizi, ma tutto sommato chissenefrega
Il solo dubbio, tanto per cambiare, è sul protagonista, Christian Bale, che credo sia qui al primo ruolo di protagonista in un film di cassetta e non posso dire brilli di un'espressività che resta impressa. È pur vero, tuttavia, che il nuovo stile di Batman propende molto per questa versione macerata-furente e quindi forse non è del tutto colpa sua. Assolutamente insignificante
la nuova fiancée di Tom Cruise, Katie Holmes, che mi permette tuttavia di rievocare una vecchia - si fa per dire, 1999! - pellicola di gradevole visione, una delle prime a inaugurare il filone feroce
Tornando al buon Batman, assolutamente fantastici i comprimari, tra i quali svetta, secondo me, un eccellente Michael Caine!
Sono stanco, in parte stupito di questo ciclo di marea che arretra, in parte - con una briciola di saggezza - cosciente dei tanti motivi e delle tante radici non razionali. Mi chiedo, sulla scorta di questa stanchezza: è giusto, in un tempo in cui nulla è più stabile, che diritti fondanti come il voto e la partecipazione debbano restare blindati, nonostante ogni comportamento ad essi contrario? Non sarebbe più equo che chi dimostra tanto disinteresse a esprimere il proprio parere venisse privato della possibilità di farlo? So che non siamo capaci di trovare metodi selettivi per l'esercizio della democrazia, che il rischio è di attribuire poteri di censura a un'oligarchia o di ricadere nella logica del censo (ricadere? ce ne siamo liberati?). Credo però che la prassi democratica possa essere metro a se stessa e credo di non voler essere riunito ai tanti che, per mille motivi, rinunciano a una conquista tanto faticosa e dura. Perché non cancellare dalle liste, pro tempore per carità, chi dimostra inequivocabilmente di non aver alcun interesse a farne parte? Oggi non credo che qualcuno abbia vinto, ha solo perso la democrazia, o l'idea che ci ostiniamo ad averne.
Ebbene sì, in un giorno come oggi questo era proprio il film adatto. Bello, spietato, feroce, ironico, in un certo senso immenso. Qualcosa per cancellare lo squallore di ieri sera e il disgusto del pomeriggio, qualcosa di archetipico e di tonico, che ti mandi in giro esilarato per un po', senza l'usuale fastello di scuse, alibi intellettuali, attenuanti a tutti i costi. Qualcosa che in un altro modo ti sbatta in faccia la merda del mondo e ti mostri che pullula di fiori, più nelle città del peccato che nei sepolcri imbiancati...
Chapeau a Frank Miller, al sodalizio Rodriguez-Tarantino e alla pletora incredibile di attori secondo me felici di poter girare cinema senza seghe mentali e perciò splendidi. In particolare un leonino Mickey Rourke, veramente inaudito!

Ha quasi del miracoloso come riesca ancora a stupirmi, pur vivendo a Roma ed essendo romano da secoli (e non dico per dire
), della sublime ipocrisia della Curia e dei suoi inossidabili esponenti. Pur in un giorno tanto triste non c'è verso di non sorriderne...
E ora dovremo sopportare lo spaccio dell'oscena strumentalizzazione dell'eclisse della coscienza civile italiana per brillante vittoria politica...
Se fosse possibile, ripristinerei i vecchi campi di rieducazione maosti
Ho sempre più la netta sensazione che gran parte di quello che si dovrebbe chiamare ceto intellettuale necessiti di qualcosa di forte per riaversi da uno stato di stupefazione e autocompiacimento assolutamente insopportabili. Questo capolavoro l'hanno premiato non so se in sei o sette festival ed è una sagra di cliché degna di una caricatura: il malessere esistenziale, la tristezza cosmica, la fomalizzazione degli scambi da Bergman dei poveri. Non ne posso più di personaggi macerati, timidi, incapaci di stabilire un rapporto umano e al tempo stesso spontanei come un agente delle pompe funebri. Paolo Franchi, dopo quest'opera, dovrebbe farsi almeno cinque anni a Hong-Kong, a girare b-movies di kung-fu e prostitute seminude, sfigate ma almeno ironiche e divertenti. Qualcuno mi spieghi, pls, perché la denuncia di un triste clima culturale dev'essere infinitamente più triste e pallosa del clima stesso! Chi diavolo era quello del "Sarà una risata che vi seppellirà!"? Bei tempi, cazzo
A ogni concerto manca una canzone! Per quanto siano bravi, per quanto sembrino in sintonia proprio con te, quell'assenza rimane. A volte ti rovina la serata - l'attesa per ogni nuovo brano, la paura crescente di non sentirla, queste cose qui - altre volte ci si fa pace bene. Ieri sera è stata della seconda categoria 

E dire che le canzoni mancanti di fatto erano due *sigh* Daysleeper e Find the River, due pezzi secondo me irrinunciabili. Ma che fai, non li perdoni? Un palco splendido, luci e colori che non rubano mai la scena ma accompagnano ogni pezzo con gusto, creando una gran bella atmosfera, passando dal rumore bianco di Bad Day ai grattacieli di Leaving New York, ai lampi cobalto di Electron Blue... E poi tutti loro, con il buon Stipe mascherato in testa, grandi, fedeli a un livello di qualità che si incontra raramente, innamorati di canzoni vecchie e nuove allo stesso modo, tanto da costruire una scaletta che parte dal 1988 e arriva ad oggi, senza sbavature, con lo stesso entusiasmo e un'identità cangiante ma solida. Veramente un gran concerto!
In seconda battuta: non c'è verso, per il momento, di trovare una foto del nostro con la maschera di cui parlavo sopra. Nel mentre che ci lavoro, però, ho trovato questo bel primo piano e quindi intanto lo posto. Se qualcuno, infine, fosse interessato a una recensione del concerto appena più professionale, può cliccare qui ![]()
Gianfranco Fini, accendendosi uno spinello, si è detto soddisfatto per la liberazione di Clementina Cantoni e ha dichiarato: "Se tornasse in Italia per tempo, voterebbe 3 sì e un no!"