Per carità, Orlando e la Littizzetto, la Buj e Placido, più una spruzzata di giovani talentuosi, fanno un cocktail comunque piacevole... Però stavolta siamo ricaduti con tutte le scarpe nel campionario di luoghi comuni che soffoca la commedia e a tratti ti fa venir voglia di urlare! Di nuovo il professore frustrato che parla con gli studenti e non capisce il figlio? Di nuovo la madre apprensiva e il padre debole? E le tresche con le amiche di lei o i colleghi di lavoro? Sarà pure vero, ma che palle! E le incursioni nei temi caldi lasciano il tempo che trovano o riescono addirittura a confermare gli stereotipi più triti... Nel complesso più che perdibile, nonostante alcune buone battute.E invece da vedere La zona, addirittura oggetto di cineforum narnese la settimana scorsa (come al solito sono in un ritardo assoluto nella scrittura
sigh) e centrato su una delle tante gated communities dove molti nostri simili si ritirano, spaventati dai pericoli del mondo esterno. Direi meglio spaventati e basta, tanto che l'atmosfera che si respira nel comprensorio, violato da ben tre ragazzini assetati di sangue, è di assedio e terrore, con smorfie ripetute, nervi a fior di pelle e massacro catartico conclusivo. Non si riesce proprio a voler bene agli esseri umani, ultimamente, per quanto uno si applichi... Gente minima, arroccata, dimentica di ogni più elementare senso etico e di giustizia. Il quadro che emerge da La zona è devastante: conferma la latitanza delle istituzioni - la corruzione è oscena - illustra esteticamente il predominio sempre più furibondo di logiche aut/aut nel correlarsi al mondo e agli altri, mostra come anche i decenti, nella folla, scompaiano o si tramutino in mostri. L'unica speranza - quella per fortuna non manca mai - è nel senso innato di correttezza dei giovani non ancora rovinati dalle idee dei grandi... Basterà?
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