
Sono piuttosto contento di poter parlare bene, per una volta, di una produzione italiana. Innanzitutto devo fare ammenda, perché la prima serie l'ho vista fin troppo saltuariamente e alla seconda sono arrivato di rimbalzo "grazie" a una notte in più a Pg. Siccome tuttavia non tutto il male vien per nuocere... Trovo che Nebbie e delitti 2 sia interessante. Tanto per cominciare la recitazione tende mediamente all'accettabile, con Luca Barbareschi decisamente in vena, calato nel personaggio del commissario Soneri di Valerio Varesi - un dramma, altri libri da comprare *sigh* - e impegnato, credo, nello scrollarsi di dosso con successo la pesantissima eredità zingarettiana di Montalbano. Ironico, garbato ma tagliente, espressivo con ricercatezza, direi che ci riesce, sposando il contesto e il suo carattere, nebbie contro solleone, atmosfere introverse contro l'immensità del Mediterraneo. Lo affianca la bella Natasha Stefanenko, raro esemplare televisivo di carriera costruita con intelligenza a dispetto delle notevolissime doti fisiche.
E poi c'è il paradossale esotismo della serie, la sensazione di estraneità subito rivestita dal riconoscimento, che ti viene dall'essere sommerso quasi ogni giorno da un immaginario e una cultura diversi, tanto che quando ritrovi la tua nel tubo catodico ti spiazza. Niente CSI, niente inseguimenti in auto né miriadi di volanti alle calcagna del cattivo: uomini pochi, mezzi ancora meno e i cattivi né sfrontati né crudeli, anch'essi spesso umani, tormentati. Storie quasi vere - il quasi alla TV è di prammatica - e una scarsissima idolatria dell'efficientismo. Con in più cenni al limite dell'understatement al dibattito pubblico e alle questioni culturali contemporanee. Una serie da seguire quasi con gratitudine.
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