Oh beh! Periodo giusto un cincinino convulso, con partenze e arrivi a dir poco ravvicinati, fortunatamente non tutti nefasti. Un weekend lungo a Londra, in effetti, è qualcosa di cui non ti lamenti, in linea di massima
Se poi, nel w/e in questione vai anche a vederti Stardust a Leicester Square, ti lamenti ancora meno. Non tanto per Leicester Square, quanto per il film, che è veramente una chicca
un ottimo adattamento del romanzo di Gaiman, che chi frequenta questo blog sa essere uno dei miei autori preferiti, anzi - se fossi un tipo invidioso - l'autore che avrei voluto essere. Sebbene porti qualche modifica rispetto alla trama e sia lievemente meno disincantato e ironico (nel romanzo quando la stella cade, la prima cosa che dice è "FUCK!" *grin*) è comunque perfettamente in linea con lo spirito del libro e allinea un cast d'eccezione che non ingombra affatto il film. Eccellente Robert De Niro come Captain Shakespeare, magnifica Michelle Pfeiffer come Lamia, che vince senza sforzo alcuno il confronto con le pur belle giovani donzelle Claire Danes (la stella) e Sienna Miller (Victoria). Insomma, una cosetta da vedere di corsa!Tra l'altro, nell'andirivieni, mi sono accorto di non aver segnalato - a parte che per la Scozia - la pubblicazione di svariate foto su Flickr, altra attività che incide in un modo o nell'altro sulle possibilità temporali dedicate a questo blog. Inizio coll'annunciare la presenza online della selezione dalle vacanze estive in Corsica.

E perfino - per i più pazienti e affezionati - quella delle Dolomiti dell'anno scorso


E così ho pensato di regalarmi, e regalarvi, una bella canzone!
Ora, che si decida per un esercizio di stile in omaggio alle proprie passioni di cinefilo mi va anche bene. Magari un'ora e tre quarti di esercizio di stile, per quanto condito con occasionali battute e arricchito da robuste dosi di bellezza al femminile -
E anche
Nella fattispecie, oggi voglio riprendere una polemica che ho disseminato in giro per i post, ad esempio 
I fan ricorderanno probabilmente quanto la versione incarnata dal buon Viggo - per quanto incarnata mi sembri un termine forte... - sia travagliata e rosa dall'interno da dubbi troppo umani (come direbbe Nietzsche) sulla chiamata ad essere la riscossa contro le forze del Male. In pratica nel film Aragorn realizza finalmente di essere proprio lui il prescelto, nonché erede di Isildur, quasi alla fine, riuscendo a comportarsi da futuro re soltanto davanti ai cancelli di Mordor. Prima sospiri, basso profilo, un certo squallore direi, che col Grampasso di Tolkien non mi sembrava avessero molto a che fare. Bah, la memoria è ingannevole, sarà stata una mia idea, mi dicevo. Poi, l'altro ieri, sento il seguente brano. Siamo sui pascoli di Rohan, subito dopo la morte di Boromir, e Aragorn si svela a Eomer: