chiave "male misura colma" alla ricerca di un'antica vignetta del Male... Quale sorpresa quando la prima voce proposta dal motore di ricerca si è rivelata essere... questo blog
Ho scoperto così che la misura era già colma il 30 settembre 2005 e mi sono come sempre stupito della capacità umana di sopportazione e del brillante esempio di convivenza empirica con opposti inconciliabili nella vita del singolo - Maffesoli docet
La qual cosa mi ha fatto decidere di devolvere il post che avevo in mente - questo cioè - a una piccola lezione di storia alternativa per chi non abbia avuto la fortuna di dover contendere le poche copie disponibili con i celerini. Come sempre ormai, in quest'epoca di patchwork e découpage, di mio ci metto poco: mi limito a segnalare l'interessante voce su Wikipedia e a constatare per l'ennesima volta una verità scomoda: in questo mondo ipocrita manca la ferocia cosciente, la statura morale necessaria a indignarsi e a sbeffeggiare i tanti che se lo meritano. E' pur vero che rischiano di essere ormai troppi, ma è proprio quando il gioco si fa duro... no? Dedico quindi quest'ennesimo ricordo di un tempo che fu ai protagonisti odierni, i vari Mastella, Ferrara, Cuffaro, Ruini e quanti altri campioni ci propone la Curia, aggiungendovi una ghiotta regalia: una vignetta e un sonetto, pensate un po', del Belli
tanto per ricordare al buon Ruini lo spirito romano verso i pari suoi...ER GALATEO CRISTIANO. II
Incontrai jermatina a Vvia Leccosa
Un Cardinale drento a un carrozzino,
Che, ssi nun fussi stato l'umbrellino,
Lo pijjavi p'er leggno d'una sposa.
Ar vedemmelo llì, ppe ffà una cosa,
Je vorzi dunque dedicà un inchino,
E mmessame la mano ar berettino
Piegai er collo e ccaricai la dosa.
E acciò la conveggnenza nun ze sperda
In smorfie, ciaggiontai ccusì a la lesta:
"Je piasce, Eminentissimo, la mmerda?"
Appena Su' Eminenza se fu accorta
Der comprimento mio, cacciò la testa
E mme fesce de sì ppiù dd'una vorta.
5 aprile 1835

P.S. Non posso esimermi dall'aggiungere al pacco regalo l'ultimo articolo in proposito di Eugenio Scalfari, uno dei pochi che ancora dispone dell'intelletto e della dignità necessari ad avere un'opinione propria
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